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La Storia   versione testuale


Lanciano è una cittadina in provincia di Chieti, situata nell'alta valle del torrente Feltrino, che conta circa 30 mila abitanti. La parte moderna si estende in pianura; quella più antica è divisa in quattro quartieri, disposti su altrettante collinette.
Oggi è ricca di industrie metalmeccaniche, tessili, alimentari, poligrafiche ed editoriali, ma è notevole pure la produzione agricola.
CENNI STORICI - Lanciano è l'antica Anxanum. Nel Medioevo fu uno dei maggiori centri industriali dell'Abruzzo, le cui fiere annuali fino al XVII secolo erano molto frequentate da mer­canti italiani, francesi e soprattutto balcanici.
Sotto gli Angioini, che vi fondarono anche una zecca, Lanciano fu dapprima feudo del conte Rodolfo di Courtenay e quindi di Filippo di Fiandra in seguito al suo matrimonio con la figlia di Rodolfo; poi Carlo II la dichiarò città demaniale. Gli Aragonesi, nel XV secolo, la elevarono a sede della corte giudiziaria per l'Abruzzo citeriore.
Nel 1515 divenne sede vescovile e nel 1562 arcivescovado. La sua erezione a sede vescovile, decisa da Leone X, creò molti contrasti tra il vescovo di Lanciano e l'arcivescovo di Chieti (a cui Lanciano era stata per un po' di tempo sottoposta). Tali contrasti aumentarono quando Clemente VII eresse la Chiesa teatina a metropolitana sottoponendovi, come suffraganea, la Diocesi di Lanciano. E fu appunto nel 1562 che, il vescovo locale, Leonardo Marini, ottenne da papa Pio IV la dignità arcivescovile. A Lanciano, per qualche tempo, fu unita la soppressa diocesi di Ortona; questa venne poi ripristinata ma l'amministrazione rimase all'arcivescovo lancianese, che da allora ebbe il titolo di arcivescovo di Lanciano e Ortona (che mantiene tutt'oggi) dopo l'unificazione definitiva delle due diocesi avvenuta nel 1986.
Lanciano subì anche le conseguenze del malgoverno spagnolo e fu privata dei suoi beni e privilegi e infine, nel 1639, fu venduta ai marchese d'Avalos.
Occupata dai francesi il 4 gennaio 1799, il 12 maggio vi fu restaurato - dopo l'evacuazione francese dell'Abruzzo - il governo borbonico. II legame commerciale con il Mediterraneo venne troncato all'inizio dei XIX secolo; e la città divenne per la prima volta nella sua storia una città di terra e non più porto commerciale.
UN PO' DI ARTE - Tra i bellissimi monumenti della città spicca la cattedrale della Madonna del Ponte, costruita sul vecchio Ponte Diocleziano: la si può sicuramente annoverare tra le principali chiese d'Abruzzo. La decisione di edificare una chiesa in onore della Vergine venne presa nel 1389; chiamata in origine Oratorio di Maria SS. dei Ponte e poi Santa Maria delle Grazie.
Tra il '700 e l'800 fu completamente ristrutturata in stile neoclassico, su disegno di Eugenio Michitelli. La facciata presenta un avancorpo costituito da un portico a tre luci, con colonne sormontate dalla balaustra a terrazza. L'interno è a una sola navata e tutta l'architettura della chiesa è stata pensata per valorizzare al massimo la piccola nicchia che racchiude l'antica statua della Madonna del Ponte.
Altre chiese di Lanciano meritevoli di essere menzionate sono Santa Maria Maggiore (importante chiesa eretta nel 1227, modificata con l'aggiunta di una navata e con l'inversione dell'orientamento nei secoli XIV e XV, restaurata nel 1968), dove è custodita la croce di Nicola da Guardiagrele (1422) e si può ammirare il portale di F. Petrini (1317).
Nella chiesa di Sant'Agostino (1270) si trovano tre reliquiari del XV secolo. Notevoli le chiese di San Biagio (XI secolo) e di San Francesco (XIII secolo).
Sono poi molte le case antiche che danno una suggestiva fisionomia alla città. A Lanciano, nel primo trentennio del XX secolo, ha avuto rilievo culturale in ambito nazionale l'attività della casa editrice Carabba.
 
LANCIANO  LA CATTEDRALE
La genesi della Cattedrale di Lanciano è legata alla storia di un ponte.
Sulle rovine del cosiddetto "ponte di Diocleziano", se ne costruì un altro, dedicato nel 1138 al Virgineo Pudore di Maria: una nicchia con l'immagine della Madonna diventò sosta di preghiera per quanti vi passavano davanti; nel 1203 fu sostituita da una edicola così dedicata: "Beatae Virginis Puritatis Matris Dei et nostrae". Dopo il 1389 al posto dell'edicola si decise di edificare una chiesa che occupasse tutta la larghezza del ponte; la costruzione terminò nel 1442 e la chiesa fu intitolata a Maria SS. delle Grazie.
Nel 1515 con la costituzione della diocesi divenne Cattedrale l'adiacente chiesa dell'Annunziata (purtroppo demolita nel 1819). Ma intanto dal 1488 era iniziata la costruzione di un altro ponte, contiguo al precedente. Nel 1530 per l'accresciuta affluenza del popolo nella chiesa, ormai da tempo chiamata della Madonna del Ponte, si deliberò un ampliamento per tutta l'ampiezza anche del secondo ponte; i lavori si protrassero tra enormi difficoltà e coraggiose risoluzioni fino ai primi anni del 1600.
Con bolla di Gregorio XIII in data 5 giugno 1576 questa nuova chiesa fu dichiarata Cattedrale. Verso la fine del secolo XVIII la Cattedrale fu ristrutturata per assumere la veste decorativa che la distingue ancora oggi. Nel calendario diocesano si celebra l'anniversario dell'ultima dedicazione, avvenuta, dopo altri lavori di ristrutturazione, il 23 ottobre 1905. Il nuovo altare, collocato secondo le norme della riforma liturgica del Vaticano Il, è stato dedicato il 7 settembre 1996, al termine dei lavori di consolidamento e restauro.
La Cattedrale è il volto di pietra della nostra Chiesa frentana, eretta nel centro della diocesi come simbolo della centralità di Cristo nella vita e nella storia. In essa vi è la cattedra del Vescovo che guida la comunità sui sentieri della salvezza; da essa i sacerdoti e i fedeli laici, in comunione con il loro Pastore, si dipartono idealmente per essere «pienezza di Cristo» (Ef 1, 23) nel mondo, testimoni e umili messaggeri della buona novella.
 
 
ORTONA SAN TOMMASO
Un'antica tradizione, avallata da sicure testimonianze documentarie, indica quale chiesa madre della terra di Ortona il tempio dedicato a Santa Maria (o «degli Angeli» o «di Regina degli Angeli»); esso, più volte saccheggiato e distrutto nel corso di invasioni agli inizi del secolo XII, subì una ulteriore distruzione a causa di un violento terremoto che nel 1225 interessò le province napoletane. Ricostruito e riparato, fu consacrato il 10 novembre 1127, come è attestato da una lapide medioevale conservata attualmente nel Museo diocesano. L'avvenimento della traslazione a Ortona delle ossa dell'apostolo Tommaso (1258) fece avvertire la necessità di ampliare e abbellire la chiesa di Santa Maria. Una testimonianza della trasformazione intrapresa è il portale gotico­longobardo (1312) dell'ortonese Nicola Mancini. Nella bolla datata 5 luglio 1479 il Sommo Pontefice Sisto IV, acconsentendo alla richiesta di trasferire alla prima domenica di maggio l'indulgenza del Perdono, originariamente collegata alla ricorrenza della traslazione in Ortona delle reliquie dell'apostolo Tommaso (6 settembre), poiché in quel periodo dell'anno i fedeli sarebbero affluiti più volentieri e in maggior numero, suggeriva ai fedeli che avrebbero visitata la «chiesa di San Tommaso» (così ormai era chiamata la chiesa di Santa Maria) di aggiungete alle abituali pratiche anche una generosa offerta «per il restauro delle strutture, di cui si apprende esservi bisogno non indifferente». I lavori furono portati a termine tra la fine del XV secolo e i decenni iniziali di quello successivo. Ma nell'estate del 1566 Ottona è stata messa a ferro e fuoco dall'invasione dei turchi e la chiesa di San Tommaso venne danneggiata in modo gravissimo. Quattro anni dopo, con la creazione della diocesi (20 ottobre 1570) la chiesa fu eretta in Cattedrale. L'attuale assetto architettonico è collocabile tra il XVII e XVIII secolo. Ma le traversìe non erano finite. Dopo ripetuti terremoti, saccheggi, incendi, ultimo in ordine di tempo quello provocato dai francesi (1799), e dopo immani sacrifici sostenuti da tutto il popolo per riparare e tendete sempre più decorosa la Cattedrale di San Tommaso, la mattina del 21 dicembre 1943 andò quasi completamente distrutta dalle mine fatte brillate dalle truppe tedesche. La ricostruzione cominciò nell'estate del 1946; il 5 settembre 1949 l'Arcivescovo Mons. Giocchino Di Leo ebbe la gioia di celebrare il rito della dedicazione, la seconda dopo quella del 1127. Con il riordinamento delle diocesi d'Italia (1986) la Basilica di San Tommaso assunse il titolo di Concattedrale.
 


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